Gli ambienti

In Giardino, in un’area di circa 3 ettari dislocata su diversi livelli e separata da vegetazione e vialetti, è distribuita la flora del Cansiglio e del massiccio montuoso del Col Nudo – Cavallo; una moderna rappresentazione in aiuole-habitat permette ai visitatori di conoscere ambienti e specie vegetali rappresentative e rare, conferendo nel complesso anche un piacevole assetto paesaggistico.

Nel tempo è stato possibile ampliare il giardino, inglobando un’ampia area con la presenza di un prato naturale e zone caratterizzate da fenomeni carsici (carsismo a blocchi, dolina, inghiottitoio naturale), creando così un percorso dedicato alla geologia e alla geomorfologia del Cansiglio. La realizzazione di un punto panoramico completa l’offerta di visita dando una visione d’insieme del contesto naturale in cui il Giardino è inserito. Negli anni le iniziali 58 specie sono diventate le attuali circa1000, raggruppate negli habitat più simbolici; l’intento è di arrivare alle 1500 circa presenti nell’area circostante, situata tra due importanti regione biogeografiche (alpina e dinarico-balcanica) che, insieme alla struttura geologica e alle vicende glaciali, rende questo territorio adatto ad accogliere habitat molto diversificati:

Le aree umide: le aree umide, le torbiere e le pozze d’alpeggio (lame) di elevato valore floristico e faunistico: in un ambiente carsico in cui la disponibilità di acqua dipende esclusivamente dalle precipitazioni (pioggia o neve), le aree umide diventano luoghi preziosi per la vita vegetale ed animale e la conservazione della biodiversità, dato che ospitano piante rare e in via di estinzione. In Giardino è presente una grande lama, specchio d’acqua che si crea generalmente per l’impermeabilizzazione argillosa del fondo, ed alcuni esempi di prati umidi e torbiere, caratterizzati da un diverso grado di imbibizione del terreno e da formazioni vegetali e flora specifiche, tra cui vanno citate la Caltha palustris e la Molinia coerulea (prati umidi), Typha latifolia e Veronica beccabunga (lama), Eriophorum angustifolium, Viola palustris e Drosera rotundifolia (torbiere). In Giardino è presente anche una ricca collezione di salici rappresentativa della maggior parte delle specie e ibridi presenti nelle zone umide e torbose del piano montano ed alpino, tra cui Salix pentandra, S. caesia e S. rosmarinifolia.

Le formazioni boschive: ben rappresentati in Giardino sono gli habitat forestali del Cansiglio, dei territori limitrofi e del comprensorio Col Nudo – Cavallo, quindi gli ambienti dal piano collinare, con carpini, ornielli, frassini e querce, a quello montano ed alpino, composti principalmente da faggio, abete bianco (abetine) e abete rosso (peccete). Il faggio è la specie che maggiormente caratterizza la foresta del Cansiglio e la faggeta è un habitat che in Giardino presente nelle diverse tipologie forestali; nel corso della stagione si susseguono le fioriture delle specie più significative tra cui diverse i tipi di dentaria (Dentaria enneaphyllos, D. pentaphyllos e D. bulbifera), Paris quadrifonia, Prenanthes purpurea e molte felci. I boschi di abete bianco e le formazioni di abete rosso completano il panorama forestale con sottoboschi di specie tra cui si ricorda Saxifraga cuneifolia e Cardamine trifolia (abetina), numerose pirole (tra cui Pyrola minor, Moneses uniflora), Vaccinium myrtillus, e la rara Listera cordata (pecceta).

Arbusteti d’alta quota: le mughete (Pinus mugo) e gli arbusteti con ontano verde (Alnus viridis) e salice di Waldstein sono formazioni arbustive, fitte e spesso impenetrabili, che vegetano in aree spesso percorse da slavine e carichi di neve, in zone impervie e soggette a prolungato innevamento, a cui resistono grazie all’elasticità del loro legno e alla capacità di prostrarsi al suolo. Sono piante che stabilizzano gli sfasciumi e i macereti, difendendo i versanti. Nelle mughete troviamo anche alcune latifoglie tra cui Sorbus aria e Acer pseudoplatanus, altri arbust, soprattutto alle quote più elevate (Rhododendrum hirsutum) e Sesleria varia, una delle poche specie erbacee presenti. Quando le condizioni ambientali migliorano per la maggiore presenza idrica, la minor pendenza e suolo più profondo, le mughete si accompagnano a mirtilli (Vaccinium myrtillus e V. vitis-idaea) oltre a Rhododendron ferrugineum. Gli ontaneti, che sin trovano in luoghi freschi e ricchi di acqua, in impluvi e canaloni, sono formazioni che ospitano anche vegetazione rigogliosa e di grandi dimensioni tra cui Adenosyles alliariae e Ranunculus platanifolius.

I prati da sfalcio e i prati naturali del Cansiglio: l’attività zootecnica affianca in Cansiglio la gestione del bosco (selvicoltura), per cui la presenza del bestiame al pascolo condiziona la vocazione floristica nella piana. L’arrenatereto (Arrhenatherum elatius, alta e vigorosa foraggera), è l’ambiente tipico dei prati da sfalcio soggetti ad abbondanti concimazioni e tagli frequenti (2-3 da maggio a settembre) che per secoli ha supportato l’attività di allevamento delle vacche da latte. È una associazione vegetale con una composizione floristica molto ricca di specie che ad ogni taglio si differenzia e caratterizza. Al giardino sono presenti anche i prati naturali del Cansiglio che si trovano nelle radure, nei boschi radi e nelle aree aperte in cui il pascolo è escluso. In base alle caratteristiche del terreno e a suo tenore di umidità, sono caratterizzati da Bromus erectus, Galium verum, Potentilla erecta e Deschampsia caespitosa, generalmente disdegnata dal bestiame per le sue foglie ruvide e taglienti.

Piante d’alta quota Ben rappresentate sono le specie vegetali degli ambienti alpini che vivono sui pendii erbosi, nelle vallette nivali e sui ghiaioni caratterizzati da substrati calcarei e dolomitici: sono tutti habitat di quota ricchi di specie, spesso protette e rare, che si sono adattate alla rigidità climatica, al ridotto periodo vegetativo e alla scarsità idrica con strategie per vegetare e propagarsi. Tra le formazioni di prateria d’alta quota, in base alla specie dominante, si evidenziano i seslerieti con Sesleria varia insieme a Primula auricola, Aster alpinus e Pulsatilla alpina e i firmeti a Carex firma con Gentiana clusii e Primula wulfeniana. Tra la vegetazione dei ghiaioni troviamo Linaria alpina e Papaver rhaeticum, che riescono ad ancorarsi al substrato instabile grazie a robuste radici, mentre le vallette nivali ospitano flora resistente e specializzata tra cui Soldanella minima, Ranunculus alpestris e Salix sp. Sulle pareti verticali e sulle rupi strapiombanti riescono a sopravvivere specie (Physoplexis comosa, Saxifraga burserana) che si sono adattate alle severe e selettive condizioni ambientali.

Le piante officinali dei prati e dei boschi, utilizzate in medicina o in cucina, specie che contengono sostanze con proprietà medicamentose o nutrienti. Queste piante erano usate nella medicina popolare e in erboristica, recentemente sono state introdotte nella farmacopea ufficiale e nella fitoterapia. Alcuni nomi di queste specie derivano proprio dall’antico uso che se ne faceva o spesso sono legati alla morfologia come è il caso della polmonaria (Pulmonaria officinalis) o dell’epatica (Hepatica nobilis). Attualmente queste piante vengono utilizzate per decotti, tisane e tinture madri; i principi attivi sono contenuti nei vari organi (fiori, foglie e radici) che sono alla base dei rimedi farmacologici: la valeriana (Valeriana officinalis) per curare il disturbo del sonno, l’arnica (Arnica montana) per i dolori articolari. In Giardino gran parte di queste piante sono raccolte in aiuole dedicate e suddivise in base alle caratteristiche, ma poiché in natura si trovano diffuse nei prati e nei boschi, all’interno di ogni habitat visitabile sono state  evidenziate con speciali cartellini botanici dedicati a queste piante illustrandone le varie proprietà.